Michele Rateni

Da Besidiae.
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Michele Rateni (Petrella Tifernina, 1901 – San Marco Argentano, 7 luglio 1953) è stato un autorevole prelato italiano che ha guidato le diocesi unite di Bisignano e San Marco Argentano nel cruciale periodo della ricostruzione successiva alla Seconda Guerra Mondiale. Succedendo a monsignor Demetrio Moscato, ricevette la nomina episcopale il 6 giugno 1945, accompagnando la comunità diocesana nella delicata transizione istituzionale tra la caduta del regime fascista e l'affermarsi della nuova Repubblica. Ricordato nelle cronache come il "vescovo buono", il suo ministero si svolse in un contesto socio-economico particolarmente difficile, tipico del Mezzogiorno dell'epoca, caratterizzato da diffusa povertà e da un urgente bisogno di coesione sociale e morale.

Sotto il profilo pastorale, monsignor Rateni incentrò la sua azione sul rinvigorimento della fede e delle pratiche devozionali, favorendo in modo particolare la devozione al Sacro Cuore di Gesù attraverso l'Apostolato della Preghiera e sostenendo con solerzia le attività dell'Azione Cattolica. Un momento centrale e storicamente rilevante del suo episcopato fu la promozione e la convocazione del primo Congresso Mariano, celebrato l’8 maggio 1951 con la partecipazione del cardinale Tisserant e di tutto l’episcopato calabrese. Tale evento fu preparato con una missione popolare in entrambe le diocesi e da una solenne Peregrinatio Mariae con l’effige di Maria Santissima del Pettoruto.

In ambito strutturale e architettonico, il presule si distinse per un'instancabile operosità volta al ripristino degli edifici ecclesiastici danneggiati o logorati dal conflitto mondiale. Egli portò a compimento i lavori della cattedrale di San Marco Argentano, rifece interamente il seminario di Bisignano e commissionò opere grandiose presso il Santuario del Pettoruto, arricchendolo con marmi pregevoli per renderlo un centro di devozione sempre più accogliente. Monsignor Rateni concluse il suo ministero terreno il 7 luglio 1953, lasciando la guida delle diocesi a monsignor Agostino Ernesto Castrillo.

Fonti bibliografiche