Agostino Ernesto Castrillo

Agostino Ernesto Castrillo (Pietravairano, 18 febbraio 1904 – San Marco Argentano, 16 ottobre 1955) è stato un insigne religioso e vescovo cattolico italiano, appartenente all'Ordine dei Frati Minori e oggi riconosciuto come Venerabile dalla Chiesa cattolica. Entrato nell'ordine francescano a soli quindici anni e ordinato sacerdote l’11 giugno 1927, iniziò un ministero caratterizzato da una straordinaria carità, distinguendosi per l'assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto di Ascoli Satriano nel 1930 e per il conforto materiale e spirituale offerto ai cittadini di Foggia durante i devastanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Prima della sua nomina episcopale, ricoprì ruoli di alta responsabilità come direttore spirituale del Pontificio Ateneo Antoniano a Roma e come Ministro Provinciale per la Puglia e il Molise, incarichi che svolse con saggezza e prudenza pur mantenendo, per espresso desiderio dell'arcivescovo locale, la guida della sua parrocchia foggiana.
Elevato alla dignità episcopale da papa Pio XII il 17 settembre 1953, monsignor Castrillo assunse la guida delle diocesi unite di San Marco Argentano e Bisignano, ricevendo la consacrazione solenne il 13 dicembre dello stesso anno. Il suo ministero in terra calabrese, sebbene cronologicamente breve, fu intensissimo sotto il profilo pastorale e segnato da una immediata vicinanza a tutti i centri della diocesi, che visitò con sollecitudine nonostante l'insorgere di un male incurabile. Colpito da un tumore polmonare, il presule visse i suoi ultimi quattordici mesi di vita in uno stato di quasi totale immobilità, trasformando il proprio letto di dolore in un altare di preghiera e di intercessione per i fedeli a lui affidati.
Le fonti lo descrivono come un pastore innamorato di Cristo e del suo gregge, capace di offrire la propria sofferenza come un olocausto spirituale e una testimonianza eroica di speranza cristiana. Monsignor Castrillo concluse il suo cammino terreno il 16 ottobre 1955 a San Marco Argentano, lasciando un'eredità di santità che portò all’apertura della causa di beatificazione nel 1999 e alla successiva dichiarazione di Venerabile da parte di papa Francesco il 16 giugno 2017. La sua figura rimane impressa nella memoria collettiva come quella di un pastore che, pur non potendo attuare un programma amministrativo a causa della malattia, guidò il suo popolo attraverso la forza del sacrificio personale.