Giuseppe Consoli

Da Besidiae.
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Giuseppe Consoli (Lagonegro, XVII secolo – Bisignano, 1706) è stato un autorevole prelato italiano che resse la diocesi di Bisignano tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento. Originario di una nobile famiglia di Lagonegro, fu elevato alla dignità episcopale il 7 ottobre 1680, succedendo a monsignor Onofrio Manes, e detenne contestualmente il titolo feudale di barone di Santa Sofia. Il suo governo pastorale si distinse per una spiccata propensione al mecenatismo artistico e al decoro liturgico, finalizzato a elevare lo splendore della cattedrale. Si deve alla sua iniziativa la realizzazione di un monumentale tabernacolo ligneo intagliato in stile barocco, completato nel 1705, oltre all'acquisto di preziosi vasi d'argento e arredi sacri, tra cui quattro candelieri bronzei istoriati con il suo stemma nobiliare che sono giunti fino all'epoca moderna.

Sotto il profilo della disciplina ecclesiastica, monsignor Consoli celebrò nel 1704 uno dei cinque sinodi diocesani dell'era moderna, operando per il rafforzamento della fede e del vigore normativo nel distretto. La sua gestione amministrativa è testimoniata da atti notarili del 1688 riguardanti l'affitto della giurisdizione del casale di Santa Sofia d'Epiro per la rendita annua di 1500 ducati, dato che riflette le prerogative temporali proprie del suo rango baronale. Il rapporto con il potere laico fu tuttavia segnato da fieri contrasti di natura economica e territoriale con il principe Carlo Maria Sanseverino Junior, le cui divergenze furono tali da spingere quest'ultimo a trasferire la propria corte nella vicina Altomonte.

Nonostante le tensioni con il baronato laico, l'episcopato di Consoli fu fondamentale per la storia devozionale locale, poiché vide l'avvio formale del processo di beatificazione di Fra' Umile da Bisignano, procedura durante la quale il presule ricoprì il ruolo di giudice delegato incaricato di esaminare i meriti del "frate estatico". Araldicamente, la sua figura è identificata da uno stemma caratterizzato da un campo d’azzurro con quattro rombi e tre stelle d’oro. Giuseppe Consoli concluse il suo mandato e la sua missione terrena nel marzo del 1706, lasciando alla Chiesa bisignanese un'eredità di rigore dottrinale e fasto barocco.

Fonti bibliografiche