Giovanni Savelli
Giovanni Savelli (indicato in alcune fonti come Sabellus), esponente dell'illustre e nobile stirpe romana dei Savelli che diede alla Chiesa pontefici quali Onorio III e IV, occupò la cattedra episcopale di Bisignano nella seconda metà del XIV secolo. La sua nomina ufficiale, o preconizzazione, avvenne il 22 marzo 1359 in seguito al decesso del suo predecessore, il frate fiorentino Giovanni Marignolli. Sebbene sussistano alcune discordanze nelle cronotassi tradizionali che talvolta ne collocano il mandato tra il 1367 e il 1381, ricostruzioni critiche più recenti basate su documenti d’archivio attestano che egli resse la diocesi per circa vent'anni, concludendo il suo ministero nel 1382.
Sotto il profilo storico, l’episcopato di Giovanni Savelli si svolse in un periodo di estrema criticità per la Chiesa universale, caratterizzato dall'inizio del Grande Scisma d’Occidente nel 1378. In questa fase di incertezza, che vide la contrapposizione tra papa Urbano VI e l'antipapa Clemente VII, la guida del Savelli garantì la stabilità istituzionale della Diocesi di Bisignano, sede che all'epoca godeva del prestigioso privilegio di essere immediatamente soggetta alla Santa Sede. La sua appartenenza a una delle famiglie più influenti di Roma, estintasi poi nel 1712, conferì ulteriore prestigio alla sede calabrese in un momento in cui le università della regione erano chiamate a schierarsi nelle contese papali. La riscoperta della sua esatta collocazione cronologica ha permesso agli storici moderni di colmare le lacune lasciate da autori classici, come l'Ughelli, che non erano riusciti a determinare con precisione la durata del suo mandato.