Cristoforo

Da Besidiae.
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Cristoforo, già vescovo di Umbriatico, resse la cattedra episcopale di Bisignano tra il 1346 e il 1354, segnando la fine del travagliato periodo di crisi istituzionale seguito all'eccidio del suo predecessore Federico Pupatillo. La sua nomina da parte di papa Clemente VI avvenne formalmente il 19 febbraio 1347 (sebbene altre fonti indichino il 1346), ponendo fine a una complessa e accesa controversia per la successione che aveva visto il Capitolo bisignanese dividersi tra le candidature di Belprando Ruffo e Nicola Malopera. Entrambe le elezioni locali furono respinte dalla Santa Sede poiché Ruffo risultava legato da una sentenza di scomunica, mentre Malopera fu successivamente destinato alla sede di Umbriatico, permettendo così il trasferimento di Cristoforo alla guida della Chiesa bisignanese.

Il suo ministero coincise con la revoca del durissimo interdetto di sette anni che aveva colpito la città e con la restaurazione dell'autorità vescovile e delle funzioni del Capitolo, precedentemente sciolto dal pontefice. Sotto il profilo sociale e demografico, il suo episcopato fu duramente provato dalla peste nera del 1348, che causò lo sterminio di interi rami della nobiltà locale. In questo drammatico contesto, i beni delle famiglie rimaste senza eredi furono legalmente assegnati al Capitolo della Cattedrale, che ne incamerò le rendite per dotare nuove cappelle e sostenere le attività della diocesi-baronia. Cristoforo concluse il suo mandato con il decesso avvenuto nel 1354, lasciando la guida della diocesi al frate fiorentino Giovanni Marignolli.

Fonti bibliografiche