Federico Pupatillo

Da Besidiae.
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Federico Pupatillo, menzionato nelle fonti anche con le varianti Pupatelli o Pappateli, fu un'eminente figura ecclesiastica nativa di Bisignano che occupò la cattedra vescovile cittadina tra il 1331 e il 1339. Prima di intraprendere la carriera sacerdotale, egli si distinse come medico di chiara fama, unendo successivamente a questa competenza il ruolo di canonico del capitolo cattedrale bisignanese. La sua ascesa al soglio episcopale fu segnata da una controversa elezione alla sede di Cassano, poi non perfezionata, che portò papa Benedetto XII a nominarlo ufficialmente vescovo di Bisignano con una bolla datata da Avignone il 22 ottobre 1331.

Il suo episcopato si svolse in un clima di profonda instabilità politica e sociale, caratterizzato dal violento scontro tra le prerogative feudali della Diocesi-Baronia e le ambizioni del baronato laico locale. Un evento determinante di questa tensione fu l'istituzione del Sedile di Nobiltà chiusa il 4 gennaio 1339, un atto sostenuto dall'aristocrazia cittadina che mirava a limitare l'influenza del presule e che probabilmente esacerbò i conflitti con i potenti del territorio. La crisi culminò tragicamente il 28 giugno 1339, vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo, quando una turba armata guidata da Ruggero II Sangineto, conte di Corigliano, assaltò il palazzo vescovile.

Federico Pupatillo fu condotto con violenza presso il luogo storicamente noto come "Scannatojo di Santa Croce", situato nei pressi della chiesa di San Domenico, dove fu barbaramente decapitato e mutilato insieme a dieci tra familiari, preti e chierici. La ferocia del delitto, che vide i cadaveri lasciati insepolti e i resti del presule esibiti come macabri trofei per le vie della città, scosse profondamente la Curia romana. In risposta a tale eccidio, papa Benedetto XII fulminò una durissima bolla di scomunica contro i mandanti e gli esecutori, impose alla diocesi un interdetto durato sette anni e decretò lo scioglimento dello stesso Capitolo cattedrale. La sede bisignanese rimase vacante e priva di guida ufficiale fino al 1346, quando il ministero fu ripristinato con la nomina del vescovo Cristoforo.

Fonti bibliografiche