Pompilio Berlingieri

Da Besidiae.
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Pompilio Berlingieri (1662–1721), autorevole prelato originario di una nobile stirpe di Crotone, occupò la cattedra di vescovo di Bisignano tra il 1706 e il 1721. Dottore in utroque iure, prima della sua ascesa all'episcopato maturò una carriera di alto profilo a Roma e Salerno, dove ricoprì gli incarichi di elemosiniere e uditore per il cardinale Taurasio e di vicario generale dell'arcivescovo salernitano. Elevato alla dignità vescovile il 17 maggio 1706, detenne contestualmente, per antica prerogativa della sede, il titolo feudale di barone di Santa Sofia.

Il suo lungo mandato fu segnato da un profondo impegno nel mecenatismo artistico e nel decoro liturgico finalizzato a elevare lo splendore della cattedrale, per la quale fece ricostruire l'altare maggiore in marmi finissimi e donò preziosi paramenti in lamé d’oro e damasco che sono giunti fino all'epoca moderna. Sotto il profilo istituzionale, monsignor Berlingieri si distinse per aver istituito nel 1710 dodici canonicati volti a rinvigorire il decoro del culto e per aver fatto eseguire, nel 1707, una preziosa copia della Platea del vescovo Ruffino del 1269, garantendo così la conservazione di un documento fondamentale per la memoria storica della diocesi. A livello amministrativo, riorganizzò inoltre la figura del borziero per assicurare una riscossione più efficiente delle rendite legate alle opere pie.

Un momento di grande rilevanza devozionale del suo episcopato fu la traslazione solenne del corpo del Beato Umile da Bisignano, avvenuta il 20 dicembre 1718, durante la quale il presule presiedette alla collocazione delle spoglie in un luogo più visibile della chiesa dei Riformati per favorire il crescente afflusso di pellegrini. Nonostante lo zelo pastorale, il suo governo dovette affrontare fieri contrasti giurisdizionali con il principe Sanseverino riguardo ai diritti feudali sul casale di Santa Sofia e l'opposizione della città di Bisignano, che contestò un suo tentativo di promulgare un sinodo ritenendolo potenzialmente lesivo delle prerogative reali. La sua impronta nel tessuto urbano è testimoniata dall'edificazione del monumentale Palazzo Berlingieri, risalente alla prima metà del Settecento e destinato ad accogliere i familiari che lo avevano seguito dalla città natale.

Fonti bibliografiche