Paolo Piromalli
Paolo Piromalli (Siderno, 1591 – Bisignano, 1667) è stato un eminente teologo, missionario e poligrafo appartenente all’Ordine dei Predicatori, la cui vita avventurosa rappresentò un ponte culturale tra l'Occidente latino e il Vicino Oriente. Entrato nell'ordine domenicano nel 1610, completò la sua formazione tra la Calabria e Napoli, dove divenne discepolo di Tommaso Campanella, assimilandone le utopie universalistiche e proiettandole nella sua futura missione evangelizzatrice. Dopo aver fondato un convento a Siderno, fu inviato nel 1631 come missionario in Armenia, dove si distinse per l'impegno nel ricondurre scismatici ed eutichiani all’unione con la Chiesa di Roma. Dotato di una straordinaria predisposizione per le lingue, apprese il turco, l'arabo, il persiano e l'armeno, redigendo grammatiche e vocabolari fondamentali per il dialogo interreligioso del XVII secolo.
La sua carriera missionaria fu segnata da eventi drammatici, tra cui la cattura nel 1653 da parte dei corsari barbareschi che lo condussero schiavo a Tunisi, da dove fu riscattato l'anno seguente grazie alla Congregazione di Propaganda Fide. Nel 1655 fu elevato alla dignità di arcivescovo di Naxivan, carica che ricoprì tra forti contrasti con il clero locale prima di essere richiamato a Roma per difendersi da accuse di eccessivo rigore e abuso di potere. Il 15 dicembre 1664, papa Alessandro VII lo trasferì alla cattedra vescovile di Bisignano, concedendogli la facoltà di mantenere il titolo personale di arcivescovo.
Durante il suo episcopato bisignanese, sebbene minato nel fisico dalle lunghe fatiche e dalle prigionie, Piromalli si dedicò con zelo alla gestione della diocesi calabrese, celebrando un sinodo diocesano il 23 maggio 1666 per rafforzare la disciplina ecclesiastica. Egli dovette affrontare una situazione economica difficile, gravata da pesanti pensioni che limitarono le sue possibilità di intervento architettonico sulla Cattedrale e sull'episcopio. Nonostante l'isolamento tra i monti calabresi, continuò a interessarsi della politica ecclesiastica internazionale, scrivendo a Roma in favore delle delegazioni armene che cercavano il sostegno pontificio. Autore di profonde opere teologiche come la Theantropologeia e l'Apologia de duplici natura Christi, monsignor Piromalli morì a Bisignano il 12 luglio 1667.