Mariano Marsico

Mariano Marsico (Latronico, 12 febbraio 1795 – San Marco Argentano, 14 ottobre 1846) è stato un insigne prelato che ha guidato le diocesi unite di Bisignano e San Marco Argentano nella metà del XIX secolo. Nato da una famiglia di umili origini, fu elevato alla dignità episcopale il 24 luglio 1842 e consacrato solennemente a Roma lo stesso giorno, ricevendo contestualmente il dottorato in sacra teologia. Araldicamente la sua figura è identificata da uno stemma con campo d’azzurro caratterizzato da tre monti d’oro sormontati da una rosa al naturale.
Il suo governo pastorale è ricordato nelle fonti come quello di un pastore di immensa carità verso i poveri, dote che si manifestò in modo eroico durante la terribile carestia del 1844. In tale circostanza, monsignor Marsico non esitò a distribuire agli indigenti tutto il grano e il granone della mensa vescovile, circa 600 tomoli, arrivando persino a vendere le proprie argenterie per soccorrere la popolazione affamata di Bisignano. Tale spirito di totale dedizione è confermato dal suo testamento, redatto un anno e mezzo prima della morte, in cui dichiarò esplicitamente come suoi eredi universali le due Chiese a lui affidate e i poveri.
Oltre all'impegno filantropico, il presule si distinse per lo zelo nelle visite apostoliche e per la difesa delle prerogative ecclesiastiche contro le interferenze delle autorità civili, operando attivamente per ripristinare i confini diocesani che erano stati violati. Sotto il profilo del decoro liturgico, si deve alla sua munificenza la rifusione della campana grande della cattedrale di Bisignano avvenuta nel 1844, un'opera imponente del peso di oltre dieci cantara dedicata a Maria Assunta. Monsignor Marsico concluse il suo ministero terreno il 14 ottobre del 1846 (sebbene alcune fonti citino il 1847) e le sue spoglie riposano nella cattedrale di San Marco Argentano, lasciando un'eredità spirituale definita dai contemporanei come quella di un'anima "bella e soave".