Guglielmo
Guglielmo I, vescovo di Bisignano, guidò la diocesi nella prima metà del XIII secolo, con un mandato che le cronotassi tradizionali inquadrano tra gli anni 1221 e 1245. Nominato alla cattedra da papa Onorio III verosimilmente intorno al 1220, si distinse come una figura di elevato prestigio, godendo di profonda stima presso la Santa Sede che gli affidò delicati incarichi diplomatici, come la risoluzione di controversie giurisdizionali riguardanti il monastero di Santa Maria di Mandanici in Sicilia. Il suo nome è storicamente documentato per la partecipazione alla solenne consacrazione del Duomo di Cosenza, avvenuta il 30 gennaio 1222 alla presenza dell'imperatore Federico II di Svevia, cerimonia durante la quale Guglielmo consacrò personalmente le due crociere della cattedrale dedicandole a San Giovanni Battista e ai Santi Pietro e Paolo.
Sotto il profilo istituzionale, il suo episcopato segnò un momento di consolidamento per la Diocesi-Baronia; nel 1222 l'imperatore Federico II gli riconfermò ufficialmente il titolo baronale sui feudi di Mongrassano, Santa Sofia, Torano e Macchia, stanziando al contempo fondi per la ricostruzione del Duomo di Bisignano e degli edifici sacri ancora danneggiati dal sisma del 1184. Alla sua figura è legata anche la prima espansione del francescanesimo in Calabria: la tradizione gli attribuisce infatti la donazione del suolo al Beato Pietro Cathin per l'edificazione del convento della Riforma di Bisignano. Alcune ricostruzioni storiografiche lo identificano inoltre come un uomo di vasta cultura, esperto falconiere alla corte sveva e autore di un trattato sulle infermità dei falconi. Nonostante la datazione tradizionale del suo mandato, studi critici suggeriscono una possibile conclusione anticipata del suo ministero, poiché il suo successore Pietro risulta già documentato sulla cattedra bisignanese a partire dal 1236.