Andrea Biscardo
Andrea Biscardo, documentato nelle fonti anche con le varianti Viscardi o Biscanto, occupò la cattedra episcopale di Bisignano in un arco temporale che le cronotassi inquadrano tra il 1264 e il 1274. Membro di un'eminente famiglia baronale radicata nella Valle del Crati, egli iniziò la sua carriera ecclesiastica come canonico del capitolo cattedrale, ruolo nel quale risulta ufficialmente citato in un atto relativo alle decime del 1271. La sua figura storica emerge con forza in un periodo di profonda transizione per il Mezzogiorno, segnato dal consolidamento del potere di Carlo I d'Angiò; il prestigio del suo casato è confermato dall'investitura del castello di Saracena e del casale di Lungro concessa dal sovrano angioino a un suo probabile congiunto, Leonardo Biscardo, come premio per la lealtà dimostrata alla corona.
Sotto il profilo istituzionale e filologico, il mandato di Andrea Biscardo è strettamente associato alla fase in cui la documentazione ufficiale iniziò ad attestarsi definitivamente sull'uso della forma linguistica moderna "Bisignano", sostituendo le nomenclature arcaiche della città. Nonostante alcune riserve circa la sua effettiva nascita in città, che alcune memorie storiche ipotizzano essere esterna, la sua presenza sulla cattedra vescovile è confermata dai registri vaticani inerenti alle decime del Regno di Sicilia raccolte tra il 1274 e il 1280. Nella ricostruzione della successione apostolica locale, il suo ministero garantisce la continuità della guida diocesana nel delicato periodo successivo all'episcopato di Ruffino.