Salvatore Scanu

Salvatore Scanu (Ozieri, 1859 – San Marco Argentano, 1932) è stato un autorevole prelato sardo che ha guidato le diocesi unite di Bisignano e San Marco Argentano per ventitré anni, rappresentando una figura di riferimento fondamentale durante la ricostruzione materiale e spirituale del primo Novecento. Nato l'11 dicembre 1859 da una famiglia di umili origini, prestò servizio in gioventù come domestico per il vescovo Serafino Corrias, il quale ne intuì le doti intellettuali e morali avviandolo agli studi seminaristici nel 1879 e sostenendolo fino al conseguimento della laurea in teologia a Sassari. Dopo un'intensa attività come parroco di Santa Lucia a Ozieri e segretario vescovile, fu nominato vescovo di Bisignano e San Marco il 27 marzo 1909 e ricevette la consacrazione solenne il 5 settembre dello stesso anno.
Il suo ministero in terra calabra fu segnato da un'instancabile operosità volta a sanare le ferite lasciate dai devastanti terremoti del 1905 e del 1908, che avevano ridotto molti edifici sacri in macerie. Sotto la sua guida, la storica Cattedrale di Bisignano fu interamente ricostruita e solennemente riconsacrata il 18 aprile 1920 al martire San Daniele Fasanella, divenendo un simbolo di rinascita per l'intera comunità. Monsignor Scanu si occupò inoltre della riedificazione dell'episcopio e del seminario diocesano, che fu completato e dotato di nuove suppellettili nel 1927 per garantire una formazione d'eccellenza ai giovani chierici.
Sul piano pastorale e sociale, il presule si distinse per l'apertura di asili infantili a proprie spese sia a Bisignano che a San Marco, per la promozione fervida dell'Azione Cattolica e per l'istituzione del Bollettino Ufficiale diocesano nel 1915. Durante il suo presulato avvenne l'erezione dell'Eparchia di Lungro nel 1919, che comportò il distacco di alcuni territori storicamente legati a Bisignano, e la riforma delle antiche costituzioni del Capitolo cattedrale nel 1924, che permise la partecipazione ai canonici nati fuori dalla città. Noto per la sua profonda umiltà, era chiamato affettuosamente "babai Scanu" e amava viaggiare in terza classe sui treni per restare vicino alla gente semplice, pur essendo un rinomato esperto di liturgia e di classici latini.
Monsignor Scanu concluse la sua giornata terrena a San Marco Argentano il 22 gennaio 1932 (sebbene alcune fonti indichino il 22 giugno), lasciando il ricordo di un pastore buono che visse la dignità vescovile come un servizio d'amore verso i più piccoli.