Antonio dei Carolei
Antonio dei Carolei (talvolta menzionato come Caroleo) fu un eminente prelato del XV secolo appartenente a una delle più antiche e prestigiose famiglie aristocratiche della Calabria Citeriore, con radici originarie a Luzzi e un successivo radicamento nel patriziato di Cosenza. La sua carriera ecclesiastica ai vertici delle istituzioni iniziò con la nomina a vescovo di Oppido in Calabria Ultra, incarico ricevuto da papa Martino V il 23 luglio 1423 e mantenuto fino al suo trasferimento alla sede di Bisignano, avvenuto ufficialmente nel febbraio del 1429. Durante il suo lungo episcopato bisignanese, egli emerse come una figura di primaria importanza nella diplomazia e nel diritto del Regno, agendo come autorevole mediatore e firmatario della convenzione stipulata tra il re Alfonso I d'Aragona e la città di Cosenza, insieme ad altri insigni presuli dell'epoca. Sotto il profilo della gestione pastorale e amministrativa, Antonio si distinse per l'attenzione verso le realtà confraternali e gli edifici di culto locali; un atto del maggio 1430, redatto dal suo segretario Giovanni Moncini, attesta la concessione di importanti autonomie alla chiesa della Santissima Annunziata, come la facoltà per i confratelli di presentare il proprio cappellano. Nonostante alcune incertezze in alcune cronotassi tradizionali, studi critici basati su documenti d'archivio e iscrizioni funerarie confermano che egli governò la diocesi-baronia fino al decesso, avvenuto tra il 1444 e il 1445. Antonio dei Carolei fu sepolto nella chiesa degli Osservanti di San Francesco d’Assisi a Cosenza, lasciando il ricordo di un pastore capace di coniugare il prestigio del proprio lignaggio con una solerte attività di governo ecclesiastico.