Santo Sacco da Faenza

Da Besidiae.
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Santo Sacco (menzionato nelle fonti anche come Sante Sacco o Sacchi), eminente prelato originario di Faenza, occupò la cattedra episcopale di Bisignano tra il 1560 e il 1563. Già segretario particolare e stretto collaboratore del potente cardinale Nicolò Caetani di Sermoneta, Sacco fu elevato alla dignità vescovile da papa Pio IV il 7 febbraio 1560 (alcune fonti riportano il 17 febbraio), proprio in seguito alla rinuncia del Caetani all'amministrazione della sede calabrese. Il suo episcopato fu tuttavia caratterizzato da un forte legame di dipendenza con il suo predecessore, il quale, nel cedergli il titolo, si riservò per sé il diritto di collazione dei benefici e ben due terzi delle rendite della diocesi-baronia.

Sotto il profilo amministrativo, la presenza di Santo Sacco è documentata anche a Roma; un atto del 1561 attesta infatti che egli, agendo formalmente come vescovo di Bisignano, rescisse il contratto di locazione di un giardino situato sul colle Quirinale, nei pressi della chiesa di San Silvestro, per cederlo al nobile fiorentino Bernardo Acciaiolo. Descritto dalle cronache come un pastore dotato di spiccate doti d'animo e integrità, Sacco vantava una solida formazione come dottore in utroque iure e ricoprì le cariche di Protonotario Apostolico e Cavaliere. Il suo governo si concluse nel 1563, anno in cui l'amministrazione della diocesi tornò brevemente al cardinale Caetani prima del definitivo trasferimento a Luigi Cavalcanti. La sua memoria storica è preservata da un'iscrizione monumentale posta nel 1585 dalla nipote Flaminia Sacco nel chiostro di Faenza, che ne celebra i meriti e l'onore reso alla propria patria attraverso il servizio alla Chiesa.

Fonti bibliografiche