Rinaldo Catapano
Rinaldo Catapano guidò la diocesi di Bisignano tra gli anni 1085 e 1095, venendo designato alla cattedra episcopale per volontà del gran conte Ruggero I in una fase storica decisiva per il consolidamento del potere normanno nel Mezzogiorno d'Italia. Egli si distinse per la sua capacità di conciliare la fedeltà alla causa normanna con un profondo legame con la Santa Sede, dalla quale ricevette l'incarico di legato apostolico e di difensore dei diritti canonici.
Il suo mandato fu segnato da un'intensa attività diplomatica e giuridica, volta a risolvere le tensioni derivanti dalla spartizione dei possedimenti in un territorio in forte trasformazione. Nel 1095 portò a compimento una complessa vertenza giudiziaria durata vent'anni, riguardante le usurpazioni delle terre badiali della Sila, mediando con successo tra i feudatari, le università e i cenobi locali. Questa operazione di riordino, che coinvolse anche il frazionamento dei latifondi della famiglia Turra, fu di primaria importanza per la definizione delle delimitazioni territoriali della diocesi bisignanese e per la stabilizzazione dei suoi diritti patrimoniali.
Sebbene alcune cronotassi citino per lo stesso periodo il nome di Pascasio, l'operato di Rinaldo Catapano è ampiamente documentato dagli studiosi locali per il ruolo di primo piano svolto nel coordinamento amministrativo e nella tutela della Chiesa particolare di Bisignano durante il tramonto dell'influenza bizantina.