Ranuccio dei Frati Minori

Da Besidiae.
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Ranuccio, menzionato anche come Raynutius o Rainuccio e appartenente all'ordine dei Frati Minori, resse la cattedra episcopale di Bisignano tra il 1254 e il 1259. La sua nomina, formalizzata da papa Innocenzo IV l'8 novembre 1254 tramite il vescovo di Assisi, rientrava in una precisa strategia pontificia volta ad affidare le diocesi del Mezzogiorno più esposte alle lotte per la successione nel Regnum a religiosi degli ordini mendicanti. In un periodo storico caratterizzato dalle ambizioni di Pietro Ruffo e dal conflitto con Manfredi di Svevia, Ranuccio mantenne una posizione politica di netta impronta filoangioina. Durante il suo ministero, gli fu affidato il Tribunale dell'Inquisizione di Bisignano, strumento utilizzato per combattere la decadenza morale e religiosa di alcuni ordini monastici e per contrastare la diffusione di nuove eresie scismatiche. Su mandato di papa Alessandro IV, egli condusse indagini sulla disciplina di diversi monasteri basiliani, tra cui quello di S. Pietro dei Greci, sospettato di ospitare individui corrotti in combutta con frati poco raccomandabili. Nel 1256 ricevette inoltre l'incarico di riformare il monastero calabro-greco dei Tre Fanciulli nella diocesi di Cerenzia e di immettere i monaci di Fontelaureato nel possesso di S. Angelo di Militino presso Campana. Sebbene la sua presenza a Bisignano sia documentata fino all'ottobre 1258, è probabile che i successivi mutamenti politici lo abbiano costretto all'allontanamento dalla Calabria; le fonti lo rintracciano infatti in Ungheria, nella provincia di Gran, dove ottenne temporaneamente l'autorizzazione a questuare. La sua morte, tradizionalmente collocata intorno al 1259, lasciò la sede vacante fino all'elezione del suo successore, il vescovo Ruffino.

Fonti bibliografiche