Pietro Antonio Sanseverino : un principe napoletano dell'Europa imperiale (c. 1500-1559)

Antonello Savaglio, Pietro Antonio Sanseverino : un principe napoletano dell'Europa imperiale (c. 1500-1559), Soveria Mannelli, Rubbettino, 2022
L'opera di Antonello Savaglio, intitolata "Pietro Antonio Sanseverino: Un principe napoletano dell’Europa imperiale (c. 1500-1559)", pubblicata da Rubbettino nel 2022 con il contributo del Centro Studi Il Palio di Bisignano, costituisce una biografia storica monumentale dedicata al IV principe di Bisignano, figura centrale dell'aristocrazia del Cinquecento. Attraverso uno stile di scrittura definito chiaro e accattivante, il volume esplora la vita di un uomo eccezionale capace di interrompere i secolari legami della propria casata con la monarchia francese per legare il proprio destino a quello di Carlo V d'Asburgo, diventando uno dei principali esponenti del partito filoimperiale in Italia. L'autore analizza come il Sanseverino sia riuscito a occupare posti di rilievo nella corte di Spagna, ricevendo l'ambito collare del Toson d'oro e il titolo di Grande di Spagna di prima classe, onori che gli garantirono una familiarità senza precedenti con il sovrano.
Il libro si distingue per l'ampio utilizzo di documentazione archivistica inedita, tra cui i carteggi privati dell'Archivio Orsini, che permettono di superare la damnatio memoriae che aveva colpito la famiglia Sanseverino alla fine del Cinquecento. Il saggio ricostruisce con precisione millimetrica non solo le imprese militari, come la partecipazione alla spedizione di Tunisi contro Barbarossa o le guerre in Provenza e a Siena, ma anche la complessa quotidianità familiare segnata dai matrimoni con Giulia Orsini ed Erina Scanderbech Castriota. Savaglio dedica particolare attenzione alla funzione di principe mecenate svolta dal Sanseverino, il quale trasformò la corte di Bisignano in un polo d'attrazione per architetti, pittori, musici e poeti, determinando una svolta culturale che meravigliò i contemporanei e le grandi corti di Mantova e Ferrara.
L'opera restituisce dignità storica a un personaggio che fu un'icona di stile e signorilità, celebrato da intellettuali come Pietro Aretino e Bernardo Tasso, inquadrando la storia della Calabria e della Lucania all'interno del grande scacchiere politico europeo del Rinascimento. La narrazione non trascura le ombre e i tormenti, come le dispute ereditarie, la tragedia di Frattocchie o le accuse di adulterio che colpirono la sua discendenza, offrendo una visione "nuda" e veritiera della storia. In definitiva, il volume si configura come un ponte documentario che collega le radici feudali del Mezzogiorno alla grandezza imperiale, celebrando Pietro Antonio Sanseverino non solo come un antenato illustre, ma come un autentico monumento storico della cultura mediterranea.