Nicolò Piscicello

Da Besidiae.
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Nicolò Piscicelli (menzionato nelle fonti anche come Piscicello o con l'alias Allopisce) fu un’eminente personalità ecclesiastica del XV secolo, appartenente a una nobile e antica famiglia aristocratica di Napoli che vantava illustri tradizioni nelle cariche civili e religiose del Regno. Già canonico della cattedrale napoletana e nipote dell'omonimo arcivescovo di Salerno, egli fu elevato alla cattedra episcopale di Bisignano il 10 settembre 1445 per designazione della Santa Sede. Il suo episcopato si inserisce in un periodo in cui la sede bisignanese era spesso affidata a esponenti di influenti lignaggi napoletani e romani.

Durante il suo ministero a Bisignano, Piscicelli si distinse per una saggia attività amministrativa e pastorale, dedicandosi con particolare fervore all’incremento delle vocazioni ecclesiastiche. Egli si preoccupò di garantire ai chierici una solida base economica per permettere loro di proseguire gli studi, intervenendo inoltre con rigore nella gestione dei diritti di patronato, chiedendo ai laici l'esibizione dei titoli originari per assicurarne la corretta funzionalità religiosa. Sotto il suo governo, la città vide anche l'assegnazione di un ospedale e di un romitorio ai Minori Terziari (o Continenti), atto sancito da una bolla di papa Eugenio IV indirizzata proprio al presule.

L'efficacia della sua reggenza e il prestigio del suo casato gli valsero il favore di re Alfonso I d'Aragona, il quale ne propiziò la promozione alla prestigiosa sede arcivescovile di Salerno, avvenuta il 21 aprile 1449. In terra salernitana, Nicolò continuò a occuparsi delle medesime problematiche giuridiche e assistenziali già affrontate in Calabria, mantenendo un forte legame con la corona e con le istituzioni del Regno. Il suo mandato si concluse con il decesso, avvenuto nei primi mesi del 1471, e le sue spoglie furono tumulate solennemente nella cattedrale di Salerno, dove un epitaffio ne ricorda ancora oggi le virtù di pastore e le doti d'animo.

Fonti bibliografiche