Monte dei Preti
Il Monte dei Preti di Bisignano, storicamente identificato anche come Monte piccolo dei reverendissimi preti, ha costituito una rilevante istituzione di credito sociale e previdenza destinata esclusivamente ai membri del clero locale. La finalità primaria di questo organismo era l'esercizio del mutuo soccorso a favore dei sacerdoti poveri della diocesi, ai quali venivano erogati sussidi e sostegni per far fronte a situazioni di indigenza o necessità materiale. Tale ente operava parallelamente ad altre istituzioni caritative cittadine, come il Monte di Pietà rivolto alla popolazione laica, definendo un sistema di assistenza basato sulla solidarietà interna alla gerarchia ecclesiastica.
Dal punto di vista della gestione burocratica e finanziaria, il Monte dei Preti era amministrato da figure denominate procuratori, che operavano in stretta sinergia con il Capitolo Cattedrale. Un passaggio normativo significativo si verificò nel 1618, anno a partire dal quale la carica di procuratore del Monte fu ufficialmente unificata a quella di procuratore del Capitolo, venendo solitamente ricoperta dal funzionario responsabile della tenuta dei registri contabili, identificato nei documenti come colui che teneva il libro. Questa struttura amministrativa permetteva di convogliare le rendite capitolari e i lasciti pii verso finalità assistenziali certificate, mantenendo l'integrità del patrimonio destinato al sostentamento dei sacerdoti meno abbienti.
Nonostante le ricorrenti crisi di liquidità monetaria che potevano talvolta restringere il raggio d'azione di tali istituti, il Monte dei Preti rappresentò per lungo tempo un pilastro della sicurezza sociale del clero nel distretto di Bisignano. La sua funzione si inseriva in una visione più ampia di protezione della dignità sacerdotale che caratterizzò la vita civile e religiosa della città tra il XVII e il XVIII secolo, contribuendo a mitigare gli effetti delle fluttuazioni economiche sulla vita quotidiana dei ministri del culto privi di patrimoni personali.