Giovanni de'Freddi Pennati

Da Besidiae.
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Giovanni dei Freddi Pennati (citato anche come Giovanni de’ Frigidis Penatibus o Giovanni Frangipani) fu un’eminente personalità ecclesiastica del XV secolo che resse la cattedra vescovile di Bisignano dal 1449 al 1486. Appartenente a una nobile stirpe di Cosenza nota anche con il casato di Caselli, la sua famiglia vantava antiche radici nel territorio bisignanese, avendo mutato il proprio cognome intorno al 1400. La sua nomina ufficiale avvenne il 12 maggio 1449 per volontà di papa Niccolò V, a seguito del trasferimento del predecessore Nicolò Piscicelli alla sede di Salerno. Poiché al momento dell'elezione Giovanni aveva solo venticinque anni, ricevette inizialmente la diocesi in commenda, ottenendo il titolo pieno di vescovo solo al compimento del ventisettesimo anno di età.

Sotto il profilo amministrativo e sociale, il suo episcopato si distinse per un'oculata e lungimirante gestione del territorio. Giovanni si rese protagonista di un'importante operazione di ripopolamento delle terre della diocesi-baronia, dando asilo e protezione a gruppi di profughi albanesi (Arbëreshë) che vagavano nella Valle del Crati. Grazie alla mediazione dell'archimandrita Paolo di S. Adriano, il vescovo concesse a queste comunità epirote territori boscosi e sterili affinché li dissodassero, favorendo la rinascita di casali come Santa Sofia e Pedilati. Tale progetto non solo garantì una base economica più solida alla Chiesa locale attraverso le decime, ma segnò profondamente l'identità culturale dell'area.

Un altro evento cardine del suo ministero fu la fondazione del convento dei Domenicani a Bisignano. Con un istrumento rogato il 18 settembre 1475 dal notaio Tommaso Romano, Giovanni dei Freddi Pennati, in accordo con il principe Girolamo Sanseverino, donò ai frati predicatori l'antica chiesa della Santissima Annunziata e le relative rendite. Questo atto, confermato ufficialmente da papa Sisto IV nel novembre dello stesso anno, permise l'insediamento stabile dell'ordine in città, potenziando il servizio liturgico e assistenziale nel rione di Santa Croce.

Fonti bibliografiche