Felice Castriota Sollazzo
Felice Castriota Sollazzo (indicato in alcune fonti anche come Sollazzo Castriota) è stato un eminente prelato italiano del XVIII secolo, nato a Corigliano Calabro il 13 novembre 1680 da una nobile famiglia patrizia. Dopo aver conseguito il dottorato in utroque iure presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1705, ricoprì incarichi di rilievo come vicario generale di Ostia e canonico cantore della Chiesa di Rossano prima della sua ascesa all'episcopato. Il 16 luglio 1721 fu elevato alla cattedra vescovile di Bisignano, assumendo contestualmente, per antica prerogativa della sede, il titolo feudale di barone di Santa Sofia.
Il suo lungo mandato nella Valle del Crati si distinse per un profondo impegno nella regolamentazione della vita religiosa e amministrativa, culminato nella celebrazione dell' ultimo sinodo diocesano documentato nella storia di Bisignano, indetto nel 1728. Sotto il profilo del mecenatismo artistico, monsignor Sollazzo Castriota fu responsabile di un imponente restauro della Cattedrale, che nel 1732 fece decorare con profusione di oro zecchino purissimo e arricchì con preziosi arredi liturgici e argenterie. Durante il suo episcopato, dovette gestire le emergenze causate dal terremoto del 1743, ordinando il trasferimento cautelativo del Santissimo Sacramento e delle funzioni parrocchiali da edifici resi inagibili o derelitti verso strutture più solide della città.
Nel 1745, il presule rassegnò la rinuncia alla sede bisignanese per trasferirsi a Roma, dove fu promosso arcivescovo titolare di Tebe e chiamato a ricoprire l'influente carica di Segretario della Sacra Congregazione della Disciplina dei Regolari. La sua figura godette di grande prestigio presso la curia romana, tanto che lo stesso papa Benedetto XIV, nel consacrare il suo successore monsignor Sculco, espresse con una celebre battuta la stima che nutriva nei confronti del Castriota Sollazzo. Egli concluse il suo cammino terreno a Roma il 9 marzo 1755, lasciando alla diocesi calabra un'eredità di rigore normativo e splendore barocco.