Fabio Arcella
Fabio Arcella, nato a Napoli verso la fine del XV secolo da una nobile famiglia di origini piacentine ascritta al seggio di Capuana, fu una figura di rilievo nella diplomazia e nella gerarchia ecclesiastica del Cinquecento. La sua ascesa istituzionale iniziò a Roma dove, nel dicembre 1527, papa Clemente VII lo nominò Chierico di Camera, carica seguita dal titolo di Protonotario Apostolico e dalla prestigiosa nomina, nell'ottobre 1528, a Nunzio ordinario e collettore generale del Regno di Napoli. In questa veste diplomatica, Arcella dovette gestire la complessa riscossione delle decime straordinarie imposte dopo il Sacco di Roma, scontrandosi con le forti resistenze del clero e delle magistrature napoletane riguardo all'estensione della giurisdizione ecclesiastica e al diritto di spoglio.
Il 24 gennaio 1530, lo stesso Clemente VII lo elevò alla cattedra episcopale di Bisignano, succedendo al defunto Francesco Piccolomini d'Aragona. Nonostante i numerosi impegni che lo portarono spesso lontano dalla Calabria, il suo episcopato bisignanese è ricordato per eventi di portata internazionale, come la sua partecipazione all'incoronazione imperiale di Carlo V a Bologna nel 1530 e la successiva accoglienza del sovrano proprio a Bisignano nel novembre 1535. Durante il soggiorno imperiale nella città calabrese, Arcella ottenne la riconferma degli antichi privilegi della sua Chiesa e celebrò le nozze tra la duchessa Irene Castriota Skanderbeg e il principe Pietrantonio Sanseverino, unione che segnò profondamente la storia del Principato.
La sua spregiudicata azione politico-diplomatica lo portò a ricoprire incarichi di prestigio fuori dalla diocesi, tra cui le nomine a governatore di Bologna e della Marca, nonché il ruolo di vicario dell'arcidiocesi di Napoli per conto di Ranuccio Farnese. Il suo mandato a Bisignano terminò nel marzo 1537, quando fu trasferito alla sede di Policastro, prima di essere promosso arcivescovo di Capua nel 1549, dove concluse la sua carriera ecclesiastica intorno al 1560.