Domenico Petrucci
Domenico Petrucci, eminente prelato del XVI secolo originario di Civita Castellana, occupò la cattedra di vescovo-barone di Bisignano tra il 1584 e il 1598. La sua ascesa ai vertici della gerarchia ecclesiastica lo vide dapprima eletto vescovo di Strongoli nel 1582, per poi essere trasferito alla sede calabrese il 23 luglio 1584 per volontà di papa Gregorio XIII, prendendone possesso ufficiale un mese dopo. L'evento più significativo del suo governo pastorale fu la consacrazione solenne della cattedrale di Bisignano, dedicata all'Assunta, celebrata il 22 gennaio 1587. Sotto il profilo architettonico, Petrucci si adoperò per il restauro delle strutture diocesane, rifacendo la sagrestia che era stata abbattuta da un precedente terremoto e dotandola di un pregevole lavatoio in pietra che ancora reca inciso il suo nome.
In pieno clima di Controriforma, il suo mandato fu caratterizzato da una rigida vigilanza dottrinale e disciplinare, testimoniata da un'ispezione condotta nel 1587 presso il seminario diocesano. In quell'occasione, a seguito di denunce su un insegnamento ritenuto troppo liberale e quasi anticlericale, il presule intervenne con fermezza ordinando il trasferimento di alcuni docenti e inibendo l'insegnamento pubblico per garantire il rigore richiesto dai decreti del Concilio di Trento. Petrucci fu inoltre un tenace difensore dell'immunità ecclesiastica contro le prepotenze dei baroni locali, agendo in conformità con la bolla In Coena Domini per proteggere il clero dalle ingerenze delle autorità laiche.
Durante il suo episcopato, la vita religiosa della diocesi si arricchì ulteriormente con la fondazione, intorno al 1590, del convento dei Cappuccini ad Acri, dedicato inizialmente a Santa Maria degli Angeli. La sua azione giurisdizionale si estese anche al controllo del Tribunale dell'Inquisizione, come dimostrato dalla sua denuncia contro un commissario della Regia Corte accusato di corruzione in merito alla prigionia di un valdese. Sotto il profilo araldico, il suo vescovato è identificato da uno stemma con campo d’azzurro caricato da quattro punte di lancia d'argento. Domenico Petrucci concluse la sua missione terrena nel 1598, lasciando un'impronta di rigore istituzionale e fervore edilizio nella Valle del Crati.