Leopoldo Pagano: differenze tra le versioni
Nessun oggetto della modifica |
Nessun oggetto della modifica |
||
| Riga 31: | Riga 31: | ||
Nel 1844 fu invitato a coprire la rubrica della storia patria del ''Calabrese'', giornale che si stampava a Cosenza. Il sig. Saverio Vitari, che n'era il Direttore, gradì con molta cortesia i suoi primi articoli, ed ai 16 agosto di quell'anno gli scriveva così: « Io non so lusingarvi, ma posso accertarvi, che tutti i lettori del ''Calabrese'' hanno in pregio il vostro lavoro, e vi scorgono una immensa capacità e diligenza nello scrivere. Gli articoli di tal modo saranno sempre estimati per la erudizione che vi si contiene.» Alludeva agli scritti sulla circoscrizione civile ed ecclesiastica di Calabria nel medio evo. | Nel 1844 fu invitato a coprire la rubrica della storia patria del ''Calabrese'', giornale che si stampava a Cosenza. Il sig. Saverio Vitari, che n'era il Direttore, gradì con molta cortesia i suoi primi articoli, ed ai 16 agosto di quell'anno gli scriveva così: « Io non so lusingarvi, ma posso accertarvi, che tutti i lettori del ''Calabrese'' hanno in pregio il vostro lavoro, e vi scorgono una immensa capacità e diligenza nello scrivere. Gli articoli di tal modo saranno sempre estimati per la erudizione che vi si contiene.» Alludeva agli scritti sulla circoscrizione civile ed ecclesiastica di Calabria nel medio evo. | ||
[[Leopoldo Pagano]] non ebbe | [[Leopoldo Pagano]] non ebbe parte alcuna nei movimenti politici per l'azione. Ma vi partecipò nel campo del pensiero, illustrando nella quiete degli studi le memorie patrie, e risvegliando i morti, per essere di esempio ai vivi. ''De' chiari uomini dir si debbono le lodi'', pose per motto ad una sua scrittura. - Nella vita praticò quella massima di Alessandro Manzoni; ''bisognerebbe pensare più a far bene che a star bene''; e ne porse l'esempio, scendendo nel sepolcro in età immatura, di anni 47. Fu sobrio, laborioso ed onestissimo. Ciò che veramente lo distingueva era la rettitudine dell'animo e la fermezza del carattere. Ma i buoni quaggiù soggiacciono alle ire dei tristi e infingardi. Divenuto segno della più cieca e irraggionevole invidia, si ritrasse in Napoli, ove giunse nel 4 agosto 1852, eleggendo un genere di vita quieto e modesto, che gli dava la bella opportunità di ripristinare la sua cagionevole salute e di potere nel silenzio e nella pace continuare una vita esposta a tutte le insidie, a tutti i disagi e a tutti gli obbrobri. - Cessò di vivere ai 10 aprile 1862 coi conforti della religione, mentre il suo ultimo fratello Vincenzo, ahi inconsolabile per l'acerbo dolore, gli sedeva a fianco lagrimando! Così si estinse la sua preziosa esistenza, e non se ne fece motto, passando quasi inosservata. Ora incomincia a risorgere. | ||
[[Leopoldo Pagano]] fu alto | |||
==Opere== | ==Opere== | ||