Origine e vicende della Chiesa di Bisignano: differenze tra le versioni
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La storia giurisdizionale della chiesa Bisignanese è complessa: essa appartenne al patriarcato Romano dal 743 all’896, ma quando i Greci ricuperarono Bisignano nell’896, fu aggiunta al patriarcato di Costantinopoli e sottoposta al metropolitano di Reggio. Dopo il ritorno in mano longobarda, divenne suffraganea dell’arcivescovado di Salerno dal 976 al 1051, e successivamente fu suffraganea della chiesa Rossanese tra il 1094 e il 1192, prima di passare sotto l’immediata soggezione della sede Romana verso il 1198. È incerto se la chiesa Bisignanese abbia abbracciato il rito greco, sebbene l’ordine Basiliano fosse fiorente e siano presenti chiese come S. Maria della Molta e S. Sofia. | La storia giurisdizionale della chiesa Bisignanese è complessa: essa appartenne al patriarcato Romano dal 743 all’896, ma quando i Greci ricuperarono Bisignano nell’896, fu aggiunta al patriarcato di Costantinopoli e sottoposta al metropolitano di Reggio. Dopo il ritorno in mano longobarda, divenne suffraganea dell’arcivescovado di Salerno dal 976 al 1051, e successivamente fu suffraganea della chiesa Rossanese tra il 1094 e il 1192, prima di passare sotto l’immediata soggezione della sede Romana verso il 1198. È incerto se la chiesa Bisignanese abbia abbracciato il rito greco, sebbene l’ordine Basiliano fosse fiorente e siano presenti chiese come S. Maria della Molta e S. Sofia. | ||
Nel 1818, la chiesa Bisignanese fu unita con quella di S. Marco da Pio VII, e il testo sottolinea l’anteriorità della sede di Bisignano (attestata nel 743) rispetto a quella di S. Marco (il cui primo vescovo risale al 1177). La diocesi, che fu un tempo vastissima, estendendosi dal mar Ionio al mar Tirreno, nel tempo fu delimitata da quattro diocesi: Cassanese, Rossanese, Cosentina e San Marco. La diocesi, includendo dodici luoghi come S. Sofia, Acri e | Nel 1818, la chiesa Bisignanese fu unita con quella di S. Marco da Pio VII, e il testo sottolinea l’anteriorità della sede di Bisignano (attestata nel 743) rispetto a quella di S. Marco (il cui primo vescovo risale al 1177). La diocesi, che fu un tempo vastissima, estendendosi dal mar Ionio al mar Tirreno, nel tempo fu delimitata da quattro diocesi: Cassanese, Rossanese, Cosentina e San Marco. La diocesi, includendo dodici luoghi come S. Sofia, Acri e Luzzi, constava di trentasei parrocchie e oltre trentaduemila anime, anche se la città di Bisignano stessa, colpita dalla peste del 1656, non superò mai le diecimila anime. | ||
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Leopoldo Pagano, Origine e vicende della Chiesa di Bisignano in IlCalabrese : foglio periodico, Anno 3, n. 10 (30 mar. 1845), p. 73-75; n. 11 (15 apr. 1845), p. 83-85
Origine e vicende della Chiesa di Bisignano di Leopoldo Pagano, pubblicato sul periodico "Il Calabrese" nel 1845, fornisce una panoramica storica della sede episcopale in Calabria. Nonostante Bisignano sia stata un’antica città Brutia, identificata come Besidie da Tito Livio e Besidiano da Antonino, il Cristianesimo si diffuse gradualmente e non vi fu eretto un seggio episcopale nei primi secoli a causa della maggiore nobiltà di altre città come Reggio o Cosenza. I primi riscontri della sede risalgono agli atti del concilio Romano convocato nell’anno 743, con la partecipazione di Anderamo Bisunziano, e viene menzionata anche nell’indice dell’imperatore Leone VI presso l’896. Si ritiene verosimile che il vescovado sia nato dalle rovine della sede Turio e sia sorto in quel territorio appartenente ai Longobardi di Benevento, forse creato dal Romano Pontefice intorno al 732 per compensare la perdita delle Chiese della Calabria Greca a opera di Leone III.
La storia giurisdizionale della chiesa Bisignanese è complessa: essa appartenne al patriarcato Romano dal 743 all’896, ma quando i Greci ricuperarono Bisignano nell’896, fu aggiunta al patriarcato di Costantinopoli e sottoposta al metropolitano di Reggio. Dopo il ritorno in mano longobarda, divenne suffraganea dell’arcivescovado di Salerno dal 976 al 1051, e successivamente fu suffraganea della chiesa Rossanese tra il 1094 e il 1192, prima di passare sotto l’immediata soggezione della sede Romana verso il 1198. È incerto se la chiesa Bisignanese abbia abbracciato il rito greco, sebbene l’ordine Basiliano fosse fiorente e siano presenti chiese come S. Maria della Molta e S. Sofia.
Nel 1818, la chiesa Bisignanese fu unita con quella di S. Marco da Pio VII, e il testo sottolinea l’anteriorità della sede di Bisignano (attestata nel 743) rispetto a quella di S. Marco (il cui primo vescovo risale al 1177). La diocesi, che fu un tempo vastissima, estendendosi dal mar Ionio al mar Tirreno, nel tempo fu delimitata da quattro diocesi: Cassanese, Rossanese, Cosentina e San Marco. La diocesi, includendo dodici luoghi come S. Sofia, Acri e Luzzi, constava di trentasei parrocchie e oltre trentaduemila anime, anche se la città di Bisignano stessa, colpita dalla peste del 1656, non superò mai le diecimila anime.